Manutenzioni e patrimonio edilizio in difficoltà: che ruolo può avere il BIM nel rendere più sicuri gli edifici?

14-lug-2020 9.12.58

Si è calcolato che in Italia il 65% del patrimonio edilizio esistente sia stato costruito prima del 1976. Il 40% addirittura nel periodo compreso fra il 1946 e il 1971. Questo fa sì che l’età media dell’edificato sia superiore ai 70 anni.

Su un patrimonio di questo tipo gli interventi manutentivi si rendono urgenti e necessari per preservarne sicurezza, agibilità, piena funzionalità e accettabili livelli di consumo energetico.

Che ruolo può avere una tecnologia come il BIM nel garantire un più agevole processo di manutenzione – straordinaria e programmata – su un patrimonio tanto trascurato e vetusto?

 

Il ruolo del BIM nella pianificazione delle manutenzioni

 

Nei primi 20 anni di vita di un edificio la maggior parte delle spese legate ad esso riguardano la gestione (65%). Disporre di una tecnologia in grado di monitorare costantemente le spese e i processi necessari all’efficientamento è quindi strategico. Partiamo con il dire che il BIM permette un vantaggio sostanziale in ogni processo manutentivo e di gestione successiva all’edificazione: l’organizzazione, gestione, conservazione e aggiornamento del dato. L’information che rappresenta la lettera I nell’acronimo BIM è il cuore della faccenda. Disporre di informazioni quali la natura dei materiali utilizzati, la consistenza degli impianti, la cronologia degli interventi effettuati, il consumo energetico, lo stimato deterioramento dei materiali stessi, consente di arrivare ad una pianificazione che renderebbe la gestione più efficace, efficiente ed economica.

Purtroppo questo tipo di approccio richiede un ingente investimento economico se eseguito a ritroso, cioè “bimizzando” edifici progettati secondo altri criteri e con altri strumenti. Molte delle amministrazioni pubbliche italiane si trovano oggi in una delle tre seguenti condizioni:

  1. hanno un’anagrafica completa e aggiornata, realizzata in CAD;
  2. hanno un’anagrafica parziale, in CAD che deve essere integrata ed aggiornata;
  3. non hanno un’anagrafica, se non cartacea, e devono realizzarla ex novo.

 

BIM e PA, un rapporto complesso

Le amministrazioni che dispongono oggi di anagrafiche in BIM sono una minoranza.

La gestione e la manutenzione con criteri BIM è quindi da considerarsi ad oggi un’aspirazione, un monito a implementare tecnologie efficienti (e che generano efficienza) nei processi costruttivi ex novo.

Si è calcolato infatti che la progettazione in BIM sia in grado di garantire un risparmio in termini di tempo fino al 20% e che altrettanti siano i risparmi realizzabili nella fase costruttiva. L’attenta pianificazione, gestione dei materiali e delle spese con processi computometrici aggiornati in real time, consente di evitare sprechi e offre alle amministrazioni più di un motivo per ricorrere con sempre maggiore frequenza alla metodologia BIM nella progettazione, realizzazione e gestione.

 

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